“un insieme strutturato di
esperienze soggettive che spiega l’inizio, la direzione, l’intensità e la
persistenza di un comportamento diretto ad uno scopo.”
De Beni e Moè
L’origine del processo motivazionale può
essere sia interno sia dovuto a stimoli ambientali esterni, ma in ogni caso si
esplica interiormente per poi tradursi negli atteggiamenti dell’individuo in
questione.
Essa è soggettiva perché interna ma può
essere esplicitata attraverso il comportamento, che è un fenomeno osservabile.
È doveroso distinguere i comportamenti motivati, che dipendono dalla
consapevolezza di raggiungere uno scopo ben preciso per il soggetto, dai
comportamenti passivi che sono quelli che si presentano in conseguenza a un
vincolo; questa differenziazione è stata approfondita nella teoria
dell’autodeterminazione sviluppata da Ryan e Deci (2000).
Gli autori sostengono che vi sia un continuum
tra l’assenza motivazionale e la piena motivazione intrinseca, dove l’assenza
può essere spiegata con il termine “devo” mentre la piena motivazione
può essere spiegata con il termine “voglio”. È chiaro che nel primo caso
il soggetto agisce controvoglia mentre nel secondo vi sono stati emotivi
positivi. Un’altra caratteristica della motivazione è che non si traduce sempre
in comportamenti, come nel caso delle aspirazioni o di quelle ambizioni che non
si realizzano concretamente e questo influisce di conseguenza anche sul livello
di consapevolezza delle persone su ciò che le spinge ad agire o meno. È
fondamentale saper controllare le proprie motivazioni perché ciò permette di
poterle usare come ausilio per altri processi, perché in questo modo possono
anche essere migliorate nel tempo. Infine è importante delucidare che le
credenze motivazionali se sono a base genetica sono stabili nel tempo mentre
non sono tali se hanno una base cognitiva.
I sistemi motivazionali si fondano su
disposizioni innate, selezionate dai processi evoluzionistici, biologicamente volte
a organizzare il comportamento verso il raggiungimento di scopi specifici. Essi
ci portano ad agire con il fine di modificare il rapporto tra sé e l’ambiente
(fisico e relazionale) in modo vantaggioso alla sopravvivenza (individuale e
della specie).
Le motivazioni si dividono a seconda della
loro origine che si dividono tra INTRINSECA o ESTRINSECA.
La motivazione INTRINSECA è caratterizzata da una spinta interna, che muove il soggetto a raggiungere un determinato obiettivo per soddisfare un bisogno di appagamento nel soggetto, esempio voler vincere un campionato per il coronamento di un sogno.
La motivazione ESTRINSECA invece è una spinta
che proviene dal mondo esterno, per esempio da parte di terzi che al nostro
raggiungimento di un determinato obiettivo ci premia, esempio il voler vincere
un campionato per poterne incassare più premi economici.
bibliografia:
•
La motivazione; A.Moè; Il Mulino, 2010, Bologna.
Alberto Fiaschè

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